Festival primaverile di Budapest

Il Festival primaverile di Budapest del 2015 è una grande occasione per godere del momento clou culturale dell'anno nella Parigi dell'Est, una capitale dove si intrecciano l'arte e la vita di tutti i giorni. Le rigorosità della storia hanno portato ad un eclettico mix di stili architettonici che rispecchia la gamma culturale della popolazione della città, così si può trovare di tutto, dalle chiese barocche e dal Parlamento in stile neogotico all'architettura in stile Bauhaus, si possono trovare tutte le epoche e gli stili artistici. Ci sono più di 220 musei ed un flusso costante di eventi artistici tutto l'anno.

Alcuni nomi famosi appariranno presto al festival, come la mezzosoprano lettone Elina Garanča, il virtuoso pianista Denis Matsuev supportato da Zoltán Kocsis e dalla sua Orchestra Filarmonica nazionale ungherese. Appena 2 giorni dopo il direttore d'orchestra Gábor Hollerung e la sua Orchestra Dohnányi Budafok si esibiranno in un'insolita delizia musicale; oltre ai molto apprezzati Carmina Burana, un'altra incantevole cantata meno conosciuta di Orff, i Catulli Carmina, forniranno la musica per una serata di danza intitolata Le facce dell'Amore – Il Frivolo del coreografo Tamás Juronics della Compagnia di Danza Contemporanea di Szeged.
L'organista László Fassang, diplomatosi al Conservatorio di Parigi e al Conservatorio Liszt, è stato il musicista principale responsabile della progettazione del grande organo che verrà suonato in questa performance alla Sala da concerti nazionale Béla Bartók nel Palazzo delle Arti. È conosciuto per le sue improvvisazioni e per l'uso della versatilità dell'organo, incorporando le influenze musicali jazz e folk. Suonerà un'opera intitolata Pietre miliari, che designano diverse tappe fondamentali dello sviluppo musicale.

L'Aida di Verdi sarà diretta da Gergely Kesselyák, molto noto ai frequentatori del festival. Non solo fondatore e direttore musicale del Festival Operistico Internazionale di Miskolc Bartók+, direttore artistico del BudaFest, dell'Opera, del Festival del Balletto e del Festival all'aperto di Szeged, è anche un regista teatrale attivo, con più di 60 opere in 80 teatri.

Dopo le tappe al Metropolitan e al Teatro Reale di Londra, Leo Nucci si esibirà insieme all'Orchestra sinfonica della Radio ungherese. Lo spettacolo sarà diretto da János Kovács, ben noto al pubblico dall'Austria al Giappone.

Gergely Bogányi è un musicista nato che presenta spettacoli caratterizzati da una profonda interpretazione artistica e grande emozione. Vincitore di numerose competizioni e premi governativi in Ungheria e Finlandia, dove ha studiato presso il Conservatorio Sibelius, si esibirà con la Filarmonica Pannon diretta da Christian Schumann, ben conosciuto sulla scena mondiale da Hanoi ad Anversa.

Vincitore di 10 premi Grammy, il cantante innovativo Bobby McFerrin presenterà "SpiritYouAll", progetto d'un album in onore di suo padre, cantante d'opera, che abbraccia le influenze blues, folk e rock in una continua esplorazione della fede e della voce umana. La performance si sposta senza soluzione di continuità tra testi e linee senza parole, parlando con la band e invitando il pubblico a cantare insieme.

Luisa Miller di Verdi sarà messa in scena dal Teatro San Carlo di Napoli. Questa è la quindicesima opera di Verdi, composta dopo che il Teatro San Carlo di Napoli aveva rifiutato il contratto originale col compositore. L'esibizione del concerto è stata già provata in tutto il mondo ed è stato un successo anche al Festival Primaverile dello scorso anno.
Le due sedi principali del Festival presentano entrambe una storia interessante: L'ex Teatro del Popolo era stato costruito nel 1911 per portare l'opera alle masse. Il Teatro del Popolo, il più grande edificio pubblico della città, aveva più di 2400 posti a sedere. Originariamente funzionava solo per opere in lingua ungherese con una compagnia locale, negli anni di guerra ospitò le rappresentazioni del Teatro Nazionale e venne utilizzato anche come cinema per un breve periodo, prima di passare sotto l'Opera di Stato Ungherese nel 1948. Ribattezzato Teatro Erkel in onore di Ferenc Erkel, compositore dell'inno nazionale ungherese, è stato completamente ristrutturato nel 2013. Ora è di nuovo la sede dell'Opera di Stato Ungherese

Il Palazzo delle Arti (Művészetek Palotája o Müpa) è uno dei marchi culturali più conosciuti dell'Ungheria e una delle istituzioni culturali più moderne. Esso riunisce le numerose discipline artistiche in modo unico, fornendo una casa alla musica classica, contemporanea, popolare e world, per non parlare poi del jazz e dell'opera, come del circo contemporaneo, danza, letteratura e cinema.
Il palazzo, noto agli ungheresi semplicemente come Müpa, ha aperto i battenti nel 2005 per offrire eventi culturali di alta qualità ai diversi tipi di pubblico dei suddetti generi. Compito fondamentale di quest'istituzione è di introdurre nuove tendenze e direzioni artistiche, nel rispetto delle tradizioni artistiche ungheresi ed europee, e trasmetterle in maniera chiara e comprensibile creando esperienze ricche e gratificanti che possano essere fruite sia dagli intenditori che dall'uomo della strada.
Oltre a presentare le opere di artisti ungheresi e internazionali di primissimo ordine, il Palazzo delle Arti avvia e sponsorizza anche la creazione di nuove opere d'arte. Svolge un ruolo fondamentale nel favorire le relazioni culturali con le altre nazioni, nel portare avanti gli interessi dell'Ungheria e nell'incrementare il riconoscimento internazionale degli artisti ungheresi. Le sue attività hanno un ruolo importante nel garantire una sezione sempre più ampia della prossima generazione che entra nell'età adulta come consumatori consapevoli della cultura. E fa tutto ciò promuovendo eventi e servizi che ispirano e generano dibattiti e sollevano questioni artistiche, producendo nuovi programmi costruiti intorno alle esperienze, alla creatività e all'interazione che si sviluppano.